L’incantesimo del sensibile e del sensuoso
“In un approccio genuinamente ecologico non si lavora per ottenere un futuro immaginato mentalmente, ma ci s’impegna di entrare, ancora più profondamente, nel momento sensoriale presente. Ci si sforza di diventare più consapevoli delle vite degli altri, delle altre forme sensibili con facoltà di percepire che ci circondano, nell’ampio spazio del momento presente. Perché gli altri animali, i raggruppamenti di nuvole non esistono in un tempo lineare. Li possiamo incontrare quando la fiducia nel tempo “storico” si apre verso l’esterno, quando noi usciamo dalle nostre teste e ci avventuriamo nella vita ciclica del territorio intorno a noi. Questo spazio ampio ed espanso ha i propri tempi, i suoi ritmi di albe e tramonti, le sue stagioni di gestazione e di germogli e di fioriture. È qui e non nella storia lineare che abitano i corvi.
Certo, vivendo nelle città densamente popolate, o persino nelle periferie dove proliferano i centri commerciali, il mondo sensuoso sembra crescere verso un futuro trascendente, mentre grattacieli si alzano al posto di lotti vacanti, mentre paludi lasciano il posto ad autostrade e i cartelloni pubblicitari diventano ologrammi a 3 dimensioni. Eppure questa progressione che sembra non avere fine avviene solo all’interno dell’orizzonte che circonda questa nostra terra che respira. New York rimane, per prima cosa e innanzitutto, un insediamento su un’isola dentro l’estuario del fiume Hudson, soggetta ai cambiamenti climatici di quella parte del globo. Sebbene dietro le pareti trasparenti dei grattacieli di Manhattan ci sia un continuo traffico di attività commerciali, Manhattan stessa non potrebbe esistere senza quel suo essere radicata in mezzo alle acque e alla marea. Allo stesso modo gli abitanti di Los Angeles si accorgono fin troppo spesso della qualità di scuotimento del loro sottosuolo…
Un ritorno ai nostri sensi è come rinnovare un patto con questa vita più vasta, percepire il suolo sotto il pavimento, sentire, anche all’interno delle nostre case, lo sguardo della luna sopra il tetto.”
David Abram, The Spell of sensuos-Traduzione di Remo Rostagno
