


La scuola di In Flow nasce dalla passione comune di un danzatore e una scrittrice: Remo Rostagno e Rosella Denicolò.
Nasce da un’estetica comune e dal bisogno profondo di conoscere il corpo umano da dentro e da fuori e di sperimentare il dialogo più fine che il corpo intrattiene con l’universo.
di Franklyn Sills
Per me è così chiaro che le stesse forze vitali, la Respirazione Primaria, la Marea Lunga, e le forze incarnate a cui il dott. Sutherland diede il nome di Potenza, campi dentro campi, ritmi dentro ritmi, le stesse forze che organizzano la nostra forma, il sistema solare, i pianeti, l’universo, sono tutte espressioni della Marea. Siamo tutti organizzati in campi dentro campi.
Lo stesso universo è un campo estesissimo, e noi non siamo separati da esso, perché il nostro cuore è sospeso in tutta questa immensità.
Nel training al Karuna impariamo a conoscere e a contenere questo campo vasto ed esteso e a percepire la risonanza tra i campi, così da renderci conto della nostra interconnessione. Siamo solo in apparenza separati…in effetti siamo in continua risonanza gli uni con gli altri.
Il dott. Becker parlava di “un senza nome che incontra un altro senza nome”. La Respirazione Primaria risuona e sostiene noi due e ci rende interconnessi.
Come vedi c’è veramente tutto…e tu come ti orienti in questo campo vasto ed espanso?
Sai è una questione di percezione. E la nostra risposta è che come esseri umani siamo sfidati a trovare in tutto ciò la compassione e la gentilezza.
Purtroppo troppi di noi si identificano con le loro condizioni, sia familiari, culturali, razziali… Tutto questo ci fa entrare in divisioni e oppressioni: sono successe ed ancora succedono cose orribili nel nostro mondo umano e stanno succedendo da migliaia di anni in forme differenti. La verità è che non siamo stati per niente gentili gli uni con gli altri.
Per questo dobbiamo trovare in tutto ciò il cuore di noi stessi, cercare la non divisione e la compassione; è un po’ il cammino buddista che ci insegna come sia importante uscire dalla nostra forma entrando in uno stato di presenza. In questo campo può emergere la compassione. E’ una sfida, e noi nel ruolo di operatori entriamo in quello spazio che risuona con la centratura del cuore.
La recettività del campo del cuore, è questo il cuore del lavoro biodinamico: entrare in quello stato di presenza dove incontriamo una risonanza relazionale e un contenimento dal centro del cuore. E in tutto ciò emerge il processo particolare di ogni singola persona.
( Trascrizione a cura di Remo Rostagno da una supervisione del 2017)
Il corpo è un campo? In Biodinamica Craniosacrale consideriamo il corpo come un campo di tessuti, fluidi e potenza. Un campo che ha correnti, pulsazioni, maree, proprio come un mare che respira. Nel suo ultimo libro La Malattia Intelligente, Jader Tolja, medico e psicoterpeuta, paragona l’organismo a un campo agricolo. A poco serve intervenire sulle piante con medicinali e veleni se prima non interveniamo sul terreno per stabilire la giusta irrigazione, e far sì che non ci siano zone di stagnazione o zone di aridità. Scrive Tolja:
“C’è una chiara analogia tra campo e organismo, ma come si interviene per stabilire l’irrigazione corretta di un corpo? L’organismo mantiene il suo equilibrio grazie alla “pulsazione” di fondo del fluido che impregna la trama fibrosa connettivale, la quale a sua volta permea l’intero corpo. Questo pulsare viene chiamato “respiro primario”, perché è un movimento ritmico che compare già nel ventre materno quindi molto prima del respiro aerobico. In linea di massima, tuttavia, tra i due c’è una corrispondenza, nel senso che dove arriva il movimento del respiro aerobico arriva anche il respiro primario e viceversa. Per la sua qualità, questa lenta pulsazione del tessuto connettivo assomiglia a quella di una medusa. Nella medusa è macroscopica, mentre nel tessuto connettivo è molto più sottile, ma può venire percepita da chiunque, se guidato da figure come osteopati o terapisti craniosacrali, che hanno imparato ad ascoltarla e soprattutto ad ottimizzarla”.
Tolja mette in relazione questa ottimizzazione della pulsazione primaria ai diversi sistemi corporei: fluidi, respirazione, sistema nervoso, livello psicoemotivo. Tutti questi sistemi sono interconnessi e vengono coinvolti da un ascolto e da un intervento non meccanicistico come quello della Biodinamica.
Scrive ancora Tolja: “Ogni terapia, orientale od occidentale, che interviene sul corpo non a livello meccanico, ma a livello per così dire energetico, cioè in dialogo con il sistema nervoso, interviene inevitabilmente anche sull’irrigazione del corpo. La medicina tradizionale cinese e quella indiana, per esempio, parlano di circolazione di energia, ma la loro circolazione corrisponde a quella dei fluidi ed è regolata dal sistema nervoso tramite il respiro. Quindi l’irrigazione del corpo umano (fluidi) riflette il respiro, il respiro il sistema nervoso e il sistema nervoso il livello psicoemotivo”.
Fondatrice di inFlow, direttore didattico della sede di Forlì, docente di Mindfulness e Anatomia Esperienziale.
Mi piacciono le parole che si radicano in un ascolto profondo, in una relazione da Essere a Essere.
Fondatore di InFlow, direttore didattico della sede di Torino, docente di Anatomia Esperienziale e danzatore.
L'accoglienza non è un atteggiamento che si improvvisa. Ha radici in tutto un modo di essere e di sentire.