La malattia sana

La malattia Sana – perchè le malattie vengono ed eventualmente se ne vanno, è il nuovo libro che Jader Tolja ha scritto insieme a Divna Slavec. Ci è piaciuto e ne publichiamo un breve estratto.

Sentire come il nostro corpo risponde a una data situazione ci dà un segnale molto preciso riguardo i nostri limiti.

Prendiamo il caso di un relatore che sta tenendo un discorso a un gruppo di persone. Mentre parla mantiene una certa distanza dagli altri e sente una condizione neutra a livello fisico. Se cominciasse a parlare trovandosi a pochi centimetri dalle persone, probabilmente sentirebbe una reazione fisica di disagio per l’eccessiva intimità, un segnale che il confine-che è la distanza neutra- è stato superato. Analogamente, se la distanza dagli ascoltatori fosse di cento metri, una risposta fisica di solitudine e di sforzo a comunicare provocherebbe altrettanto disagio.

 

Certo, queste risposte dipendono anche da condizionamenti culturali, ma ciò che il corpo fondamentalmente tenta di fare è di darci continue informazioni rispetto a quello che succede. Si comporta come uno strumento estremamente sofisticato che dà risposte articolate e precise su tutto quello che stiamo vivendo, sulle relazioni, sul modo in cui lavoriamo, sullo spazio, sul modo in cui facciamo sport, e sarebbe uno spreco non tenere conto di tali informazioni. Ci avverte in modo molto specifico di cosa sta succedendo o di cosa sarebbe necessario per creare una condizione diversa a livello fisico.

Questo vale anche per la malattia, che ci riporta continuamente a noi stessi, ricordandoci chi siamo. E se cominciamo a considerarla fisiologia e smettiamo di vederla come patologia, se cioè la consideriamo un aspetto del funzionamento regolare e non come “guasto” dell’organismo, la malattia diventa quella condizione che permette alla nostra persona di estendersi oltre i suoi limiti naturali e nello stesso tempo di non perdere il legame con quello che si è.