CRANIOSACRALE BIODINAMICA: UNA METAFORA FLUIDA
CRANIOSACRALE BIODINAMICA: UNA METAFORA FLUIDA di Remo Rostagno I fluidi e le loro dinamiche rappresentano la metafora principale che sottende il lavoro della Craniosacrale Biodinamica. Scrive Rollin Becker: “Le mobilitá ritmiche ed involontarie dei tessuti e dei fluidi e delle differenti maree sono totalmente integrate le une con le altre e con tutto il corpo”. Comprendere il passaggio dal paradigma meccanicista a quello di sistema integrato fluido, è molto importante per un operatore biodinamico. Perché cambia profondamente il modo di essere nella relazione con il cliente, cambia il modo in cui ci poniamo come facilitatori di un processo. Cosa implica allora pensare al mondo e a noi stessi come governati da un ordine meccanicista? E cosa cambia se ci pensiamo come parte di un tutto ? O come dice il fisico David Bohm: come se fossimo “una lieve increspatura su un vasto mare”? Nell’ordine meccanicista, si considera il mondo costituito da elementi esterni uno all’altro. Ogni elemento esiste indipendentemente dall’altro, in regioni diverse dello spazio e del tempo. Come spiega Bohm: “Una macchina fornisce l’illustrazione tipica di questo tipo di ordine. Ciascuna parte della macchina viene prodotta (per esempio per fusione) indipendentemente dalle altre e interagisce con esse solo attraverso qualche tipo di contatto esterno. Al contrario, in un organismo vivente, ciascuna parte si sviluppa nel contesto del tutto, cosicché non esiste indipendentemente, né si può dire che si limiti a interagire con le altre, senza venire essa stessa trasformata nel rapporto”. Questo tipo di interconnessione, che modifica continuamente il campo di interazione, non riguarda solo i sistemi viventi. La teoria della relatività vede l’intero universo come un’unica totalità indivisa. La meccanica quantistica va ancora oltre: … “l’intero universo va pensato come un tutto indiviso. In questo tutto, ogni elemento che possiamo astrarre con il pensiero, presenta proprietà fondamentali (di onda, particella, ecc) che dipendono dal suo ambiente complessivo, in un modo che ricorda molto di più il rapporto fra i vari organi di un organismo vivente che l’interazione delle varie parti di una macchina”. (D. Bohm, Universo Mente Materia) William G. Sutherland, padre fondatore della Biodinamica Craniosacrale, paragonò la fluttuazione del fluido cerebro spinale con le maree degli oceani e con il movimento dei corpi celesti. Come lui, tutta la Biodinamica riconosce questa corrispondenza, questa unità con il tutto. Scrive Rollin Becker: “Il campo bioenergetico del benessere è una sensazione chiaramente palpabile per le mani di un terapeuta in ascolto attraverso i suoi fulcri. È una sensazione ritmica di interscambio totale tra il corpo del paziente e la sua biosfera, nella quale c’è uno scambio totale e senza limiti. È una sensazione di capacità di esprimere salute e benessere tra lo spazio corporeo e l’ambiente esterno“.
