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Il respiro della borsa omentale

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Il respiro della borsa omentale (1)

Lascia cadere il chi nel tan tien” (2)

La cavità peritoneale è composta da due sacche: la sacca peritoneale vera e propria (in rosa nell’immagine) e la borsa omentale (in blu nell’immagine). Tutte e due le sacche formano un continuo intercomunicante di sacche membranose all’interno dell’addome.

 La borsa omentale è posizionata nell’addome superioreborsa1
* dietro lo stomaco
* sotto il fegato
* davanti al pancreas
* davanti alle reni
* edalle surrenali
* davanti al colon trasverso
* davanti all’intestino tenue
* all’interno del peritoneo

La borsa omentale termina dentro alla più grande sacca del peritoneo subito sotto l’ombelico.
La sua parte posteriore-superiore è a diretto contatto alla parte posteriore del diaframma e dell’aorta discendente.

 

La borsa omentale si connette al peritoneo principalmente attraverso una piccola apertura verticale, a cui si da il nome di foro epiploico (od omentale).

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Zona in rosso = peritoneo
Zona in blu = borsa omentale
Epiploic foramen = foro epiploico

Altre piccole aperture connettono la borsa omentale con numerose altre camere e spazi tra le viscere.
La sensazione dunque di respirare all’interno della borsa omentale è quella di trovare una spazialità tra i vari organi addominali e viscerali. Un respiro “profondo” che mi riempe all’interno e mi da il sostegno degli spazi “tra” le strutture addominali ed intestinali.

 



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Qui sopra possiamo osservare lo sviluppo embrionale della borsa omentale, osservare come dalla parete posteriore del corpo, a contatto con il diaframma e l’aorta, la borsa omentale “scivoli” giù in diagonale anteriore, seguendo il grande omento, fino a raggiungere la zona ombelicale ed oltre.

Per sintonizzarci con il respiro della borsa omentale, vorrei cominciare con un’esplorazione del respiro più tradizionale, che chiamo “Espansione e Condensamento”. 

Durante l’andirivieni del respiro, dallo spazio interno dei tuoi polmoni puoi percepire come tutta la cassa toracica si apra e si chiuda. Puoi anche percepire come il tuo diaframma si abbassi in inalazione, allargando lo spazio addominale e viscerale (3). In esalazione invece ci condensiamo un po’, cosicchè le costole si chiudono un po’ su se stesse, il diaframma risale e gli organi ritornano al loro posto (4). Puoi anche iniziare il flusso e riflusso del respiro proprio dagli organi/viscere e dal diaframma stesso.

Percepire la possibilità che tutte le strutture coinvolte nella respirazione hanno di espandersi e di condensarsi è vitale per noi, e per la nostra possibilitá di rispondere all’interazione con il mondo, e per adeguarci in maniera integra alla risposta allo stress.

Se apriamo il nostro sguardo all’orizzonte e diventiamo consapevoli di tutte le forme materiali che vediamo, gli oggetti, le case, gli alberi, gli animali, le persone, il nostro respiro ci accompagnerà in una determinata maniera. Se invece, mantenedo sempre questo sguardo periferico, portiamo la nostra attenzione alla distanza spaziale tra tutte queste forme, allo spazio vuoto tra noi e queste altre forme, accorgendoci che c’è un “confine d’aria” che contiene tutte queste strutture nello spazio, allora il nostro respiro cambierà di qualità (5). E questa è la qualità che io sperimento quando porto l’attenzione al respiro della borsa omentale, che chiamo “Respiro positivo e respiro negativo” (6).

“L’inspirazione e l’espirazione diventano una cosa sola”  (7)

1. Da seduti in una posizione comoda ma eretta, respirate pienamente nell’addome e nel bacino, distribuendo il respiro sfericamente su tutti i piani. Espandetevi e condensatevi alternativamente. Cosa percepite?

2. Portate l’attenzione alla sacca membranosa della borsa omentale, a quello spazio “tra” gli organi e le viscere, passando da un respiro positivo ad uno negativo. Che cosa percepite?

3. Riducete l’intensità del respiro, fino ad esplorare la maniera per lasciare fluire il respiro attraverso il foro epiploico, sul retro della borsa omentale, lasciando così fluire il respiro in una sacca più profonda, più bassa. Cosa percepite?

4. Assottigliate ancora di più il respiro, mentre cercate un’altra piccola apertura che vi permetta di entrare in una terza cavità, ancora più bassa e più in profondità, sotto l’ombelico. Che cosa percepite?

5. Continuando ad assottigliare il respiro, che vi permette di accedere a spazialità sempre più dentro il corpo, vedete se riuscite a percepire questo respiro interno giù fino al coccige. Non forzate l’inspirazione, perchè andreste in una respirazione “positiva”, e i fori di comunicazione si chiuderebbero, senza lasciarvi passare da uno all’altro, come se fossero dei vasi comunicanti.

6. Se ci fosse un testimone a questa vostra attività di respiro della borsa omentale, non percepirebbe nessuna differenza tra le due polarità di inspirazione ed espirazione: le due polarità si esprimono come una cosa sola, hanno trovato il loro centro e si ha la percezione di “venire respirati”.

7. Cosa percepite? Che sensazione di linea mediana avete con questo tipo di respiro? Che tipo di sostegno interno avete sviluppato?

8. Una volta che vi sieta abituati a questo tipo di respiro, lasciate andare l’attenzione consapevole e permettetevi di esprimervi attraverso il movimento, la scrittura, il suono ed il vocalizzo.

NB. Respirando a bocca aperta, si lascia passare più aria ed in modo più veloce dentro il corpo, questo tipo di respirazione potrebbe essere legata di più alla respirazione di “Espansione e Condensamento”. Respirando attraverso le narici invece diamo piú importanza ad una respirazione più sottile, che può raggiungere più facilmente la borsa omentale e gli “spazi negativi” all’interno degli organi e delle viscere (8). 

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 Immagine tratta da: Johannes W. Rohen, Morfologia dell’organismo umano

Ulteriormente possiamo far passar la respirazione della borsa omentale allo spazio tra pericardio e cuore, nella zona del torace, immaginando e sentendo lo spazio negativo all’interno del pericardio che viene respirato dal soffio vitale. 
E per ultimo possiamo portare la nostra consapevolezza allo spazio fluido dei ventricoli cerebrali, e specialmente del terzo ventricolo, permettendo alla respirazione ”negativa” di impregnarli di significato.

“La divinità sta inalando dentro le mie narici il respiro di Vita, ed io mi sento divenire un essere animato, pieno d’anima” (9)
Siamo continuamente respirati dal Respiro di Vita e la respirazione della borsa omentale puó aiutarci a farcelo percepire con ancora più forza e chiarezza.

a cura di remo rostagno

***

1 - Questa ricerca è orientata alle esplorazioni fatte da B.B.Cohen alla scuola del BMC®
2 - Il professore di T’ai Chi Ch’uan, Cheng Man Ching, sosteneva che il Qi è respiro e la macina è la vita (il girovita): il pensiero della borsa omentale potrebbe corrispondere al tan tien.
3 - In effetti quando ci espandiamo in inalazione occupiamo un po’ più di spazio nel mondo, diventiamo un po’più visibili. Molti animali adoperano questa abilitá per apparire più pericolosi.
4 - Diventando più condensati, durante l’esalazione, siamo meno pericolosi e ci vogliamo quasi nascondere agli altri.
5 - È un po’ come concentrarsi in una fotografia sullo “spazio positivo” e lo “spazio negativo”.
6 - Spazio negativo, o spazio bianco, o spazio vuoto sono tutti sinonomi, e rappresentano lo spazio non occupato dal soggetto della foto o dell’immagine che invece sono lo spazio positivo.
7 - Questa è una frase famosa tratta dalla filosofia del T’ai Chi Ch’uan.
8 - Prova anche a combinare il respiro della bocca (respiro del corpo) ed il respiro delle narici (respiro della mente): l’esperienza puó essere esilarante…i tibetani lo fanno spesso per diventare consapevoli del gioco ininterrotto tra corpo e mente e per omogeneizzarlo.
9 - Genesi 2:7 Questa è la frase che ispirò il dott. Sutherland nella sua ricerca sul meccanismo di Respirazione Primaria, che per noi biodinamici è diventato il sistema di Respirazione Primario.

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