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La scuola

La scuola di In Flow nasce dalla passione comune di un danzatore e una scrittrice: Remo Rostagno e Rosella Denicolò.

Nasce da un’estetica comune e dal bisogno profondo di conoscere il corpo umano da dentro e da fuori e di sperimentare il dialogo più fine che il corpo intrattiene con l’universo.

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NEWS

  • Tutte le cose parlano - Abram Davis

    La sensazione di essere immersi in un mondo senziente è preservata nelle storie orali e nei canti degli indigeni, che credevano che tutto il mondo fenomenologico possedesse una sua vitalità e avesse una consapevolezza propria, assumendo perciò che tutte le cose avessero la capacità di parlare. Il linguaggio per le popolazioni di cultura orale, non è un’invenzione umana, ma un regalo dello stesso territorio.La sensazione di essere immersi in un mondo senziente è preservata nelle storie orali e nei canti degli indigeni, che credevano che tutto il mondo fenomenologico possedesse una sua vitalità e avesse una consapevolezza propria, assumendo perciò che tutte le cose avessero la capacità di parlare. Il linguaggio per le popolazioni di cultura orale, non è un’invenzione umana, ma un regalo dello stesso territorio.  Non nego di certo che il linguaggio umano abbia una sua unicità, e che da un certo punto di vista la parlata umana abbia poco in comune con i suoni o i segnali di altri animali, o con l’ondeggiante sussurrare del fiume. Vorrei semplicemente ricordare che questa non era la prospettiva di coloro che per primi acquisirono per noi il dono del linguaggio. Il linguaggio umano si è evoluto in un contesto completamente animistico; e questo necessariamente funzionò per molti millenni, non solo come mezzo di comunicazione tra gli umani, ma anche come tramite propiziatorio, di celebrazione, e per conciliare i poteri espressivi del territorio circostante. Il linguaggio umano non prese forma solo come mezzo per accordarsi tra le persone,  ma anche tra questi e l’anima del paesaggio (o il paesaggio animato). La convinzione che un dialogo di senso compiuto sia una proprietà esclusivamente umana, era completamente estranea a quelle comunità orali che, per prime, svilupparono le diverse lingue. Negando che gli uccelli e gli altri animali hanno un proprio stile di linguaggio, insistendo che i fiumi non hanno una loro vera voce e che lo stesso terreno è muto, reprimiamo la nostra stessa esperienza. Ci isoliamo dai significati profondi di molte nostre parole, scollegando il nostro linguaggio da ciò che lo supporta e lo sorregge. E poi ci meravigliamo di come spesso siamo incapaci di comunicare persino tra di noi… Abram Davis (traduzione Remo Rostagno)

  • Ah, non essere separati! - Abram Davis

    Ah, non essere separati, / neppure dalla più piccola particola, / scagliati lontano dalle stelle e dalle loro leggi./ L’interiorità – che cos’è?/ se non un cielo intensificato, / pieno di voli e d’immensità / con il vento che ti riporta a casa.  Rainer Maria Rilke

    Non essere separati, come dice Rilke, ed invece al giorno d’oggi siamo così estraniati dalle stelle, così avulsi dal mondo dei falchi, dalle lontre e dalle pietre.  Questo libro ha tracciato alcuni dei modi attraverso i quali la mente umana è arrivata a rinunciare a quel senso di appartenenza sensuoso, isolandosi dagli altri animali e dalla terra animata. Scrivendo queste pagine ho anche sperato di ristabilire alcune di queste appartenenze, per cominciare a rievocare e ristabilire una consapevolezza umana radicata in un’ecologia più espansa.  Ciascun capitolo del libro ha rivelato la dipendenza sottile di vari fenomeni mentali “interiori” da aspetti trascurati o dati per scontati del mondo sensuoso che ci circonda. Il linguaggio è stato rivelato come un fenomeno profondamente somatico, sostenuto dai gesti e dai suoni del paesaggio animato.  È stato messo in evidenza come l’intelletto razionale, tenuto in così gran conto nell’Occidente, deve affidarsi alle lettere dell’alfabeto esterne, visibili. Come pure la consapevolezza mentale, che noi presumiamo interna, di “passato” e “futuro” è dipendente dalla nostra esperienza sensoriale di ciò che è nascosto sotto il territorio e dissimulato al di là dell’orizzonte. E per ultimo, l’esperienza della consapevolezza in se è stata relazionata ai misteri del respiro e dell’aria, all’atmosfera tangibile ma invisibile, dove ci troviamo immersi. 

    La mente umana non è un’essenza ultraterrena che s’instaura dentro la nostra fisiologia. Ma piuttosto è instillata e provocata dallo stesso campo sensoriale, indotta dalle tensioni e condivisioni tra il corpo umano e la terra animata. L’aspetto invisibile degli odori, i ritmi dei canti dei grilli, e i movimenti delle ombre, tutti in qualche maniera in-formano il corpo sottile dei nostri pensieri. Potremmo così affermare che, le nostre stesse ri-flessioni, fanno parte del gioco della luce e delle sue riflessioni. “L’interno – Che cos’è? Se non un cielo intensificato” (Rilke).  Diventando consapevoli di queste interazioni tra il mondo interno, psicologico e il territorio percettivo che ci circonda, iniziamo a rivoltarci da dentro a fuori,  liberando la psiche dai suoi confini all’interno di una sfera rigorosamente umana, svincolando la facoltà di percepire  affinché ritorni al mondo sensuoso che ci circonda.

    L’essere intelligenti non è più una proprietà esclusiva dell’uomo, ma diventa una caratteristica della terra; noi ci siamo dentro, proveniamo di li, siamo immersi nelle sue profondità. E in effetti ogni territorio, ogni ecologia, sembra avere la propria particolare intelligenza, il proprio dialetto, il proprio humus, foglia, cielo.  Ogni posto ha la sua mente, la sua propria psiche. Quercia, abete di Douglas, poiana della Giamaica, una serpentina nell’arenaria, una scala topografica, una scrosciata di pioggia in inverno, la foschia estiva in distanza, il salmone che va controcorrente – tutto questo, insieme, crea uno stato mentale particolare, un’intelligenza specifica di posto, condivisa da tutti gli umani che vi dimorano, ma anche dai cani della prateria che abbaiano in quelle valli, dalle linci rosse e dalle felci e dai ragni, e da tutte le creature che vivono e agiscono in quei posti. Ogni posto ha la sua propria mente. Ogni cielo il suo blu particolare.

    David Abram, The Spell of the Sensuos (traduzione a cura di Remo Rostagno)

the founders

Rosella

Rosella Denicolò

Presidente e fondatrice di inFlow, docente di Craniosacrale, Mindfulness e Anatomia Esperienziale

Mi piacciono le parole che si radicano in un ascolto profondo, in una relazione da Essere a Essere.

Remo

Remo Rostagno

Fondatore di InFlow, direttore didattico di Craniosacrale, docente di Anatomia Esperienziale

L'accoglienza non è un atteggiamento che si improvvisa. Ha radici in tutto un modo di essere e di sentire.